lunedì 4 gennaio 2016

"I vostri occhi si aspriranno" in edizione cartacea.

Novità 2016

"I vostri occhi si aspriranno"

Un viaggio alla scoperta della vera natura della realtà

  di Antonino Adragna


Scheda del libro "I vostri occhi si apriranno"Cari Amici, affezionati Lettori, è con grande soddisfazione che vi annuncio la pubblicazione in cartaceo del mio libro più importante, "I vostri occhi si aspriranno", con sottotitolo "Un viaggio alla scoperta della vera natura della realtà".


 Il libro era già reperibile in formato di ebook, ma adesso è possibile ordinarne una copia fisica, tangibile, da porre nella vostra libreria di testi per crescita personale. Di "I vostri occhi si apriranno" è possibile leggere una scheda oppure un estratto.


Il libro, a un prezzo modesto, è ordinabile presso due librerie online, fra le più autorevoli:

martedì 21 luglio 2015

La fonte della tua ricchezza, come scegliere fra ricchezza e povertà

La fonte della tua ricchezza

Attiva la tua capacità di attirare il denaro nella tua vita 

La fonte della tua ricchezza
La fonte della tua ricchezza
Nell'ambito della spiritualità, che - contrariamente a quanto si pensi - è un aspetto molto pratico, ho scritto questo piccolo libro nel quale mi concentro sul denaro, cercando di spiegare le dinamiche che sono connesse al guadagno e allo sperpero. In pratica illustro in questo piccolo manuale/saggio qual'è la differenza fra essere ricchi ed essere poveri. 

Il suo contenuto si potrebbe spiegare con una sola frase: come scegliere fra ricchezza e povertà.

Qui di seguito, la quarta di copertina:
È risaputo che i ricchi hanno nei confronti dei soldi un atteggiamento molto diverso dai poveri. Immaginate come potreste vivere meglio se abbandonaste il modo di pensare limitante che di fatto vi
Se fin qui i vostri soldi sono sempre risicati, è perché, senza saperlo, vi portate dietro convinzioni profonde che vi impediscono di attirare la ricchezza e la prosperità.
Questo ebook vi svelerà la differenza basilare fra ciò che pensa un ricco e ciò che pensa un povero, fornendovi precise indicazioni su come scegliere nuove potenzianti convinzioni che vi porteranno a una vita più prospera e – in fin dei conti – più felice.
Andando avanti nella lettura, vi renderete sempre di più conto di quanto meravigliosamente manipolativa sia la società nella quale viviamo. Persuasori professionali ci lavorano ai fianchi mentre noi dormiamo ad occhi aperti, per farci spendere sempre di più, al di là delle nostre reali necessità.
Attenzione, quindi: questo ebook potrebbe svegliarvi! E oggi, se volete realizzare i vostri sogni, dovete essere perfettamente svegli.

Lo potete acquistare nei seguenti ebook store:








giovedì 2 luglio 2015

I vostri occhi si apriranno, romanzo basato sul Seth Material

"I vostri occhi si aspriranno"

Un viaggio alla scoperta della vera natura della realtà

  di Antonino Adragna


E' uscito un nuovo libro, "I vostri occhi si apriranno", in forma di romanzo spirituale, che – fatto estremamente raro in Italia – accende un faro sul “Seth Material”, ovvero il “Materiale di Seth”, quel corpus di concetti filosofico-esistenziali, che furono comunicati dall'entità disincarnata Seth, attraverso la medium Jane Roberts tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso.

I vostri occhi si apriranno
I vostri occhi si apriranno
Attraverso un viaggio alla ricerca della verità Valerio, il protagonista della storia, s'imbatte in Viktor, un saggio maestro che vive sul Monte Athos in Grecia, un luogo di grande rilevanza spirituale, sede di diversi monasteri ortodossi.

Viktor con parole semplici espone a Valerio i vari aspetti del Seth Material, con molti esempi pratici. Valerio comincia a vedere la realtà per quello che è. Capisce per la prima volta che niente di quello che gli hanno fatto credere fino ad allora, corrisponde a verità.

L'uomo si abitua a modificare il suo modo di pensare; cambia le sue convinzioni di base e le cose intorno a lui incominciano a cambiare. Niente è deciso una volta per tutte: anche le situazioni più drammatiche possono cambiare e trasformarsi in un vero e proprio idillio.

Viktor gli insegna alcune tecniche che cominciano fin da subito a dare i primi risultati, finché tutta la realtà di Valerio ne sarà trasformata. Sotto i suoi occhi si compie un prodigio, che – spiega Viktor - può accadere nella vita di ciascuno di noi, in qualsiasi momento.
Quando arriva il giorno in cui Valerio dovrà tornare in Italia, Viktor gli indica un testo su cui trovare le risposte che ha trovato lui. Si tratta del libro “The Nature Of Personal Reality” di Jane Roberts. In realtà il libro fu interamente dettato da Seth. In Italia tale libro è stato tradotto come “La vostra realtà quotidiana” e pubblicato dalle Edizioni Mediterranee.

I vostri occhi si apriranno”, pur utilizzando il genere leggero del “romanzo” è un testo rigoroso e fedele al “Seth Material” o “Materiale di Seth”, che dir si voglia.
La storia permette anche di evidenziare gli effetti pratici dei concetti esaltanti contenuti nel Seth Material, con esempi semplici e ben descritti.

La forma di dialogo fra i due personaggi permette inoltre al libro di essere particolarmente gradevole e fruibile, evitando la pesantezza della saggistica.

Si dice che Seth è all'inizio del movimento New Age, ma occorre dire che quest'affermazione rischia di diminuire il valore del Seth Material, che si pone come un punto di vista nuovo e radicale sulla realtà.

Il libro dà forza e nuova consapevolezza al lettore, che, arrivato all'ultima pagina, capirà di aver incontrato qualcosa o qualcuno che può cambiargli/le la vita.

Se rimarrà solo una lettura o se la sua vita avrà una decisa svolta in meglio, dipenderà solo dal fatto che lui/lei sia pronto.

Ah, per inciso: il caso non esiste!

Disponibile in moltissime librerie online, fra le quali:

Se preferite il libro di carta, ordinatelo su...

lunedì 20 aprile 2015

Un estratto dall'ebook "I vostri occhi si apriranno"

"I vostri occhi si aspriranno"

Un viaggio alla scoperta della vera natura della realtà

  di Antonino Adragna


Quello che segue è un estratto dal capitolo 3 dell'ebook/libro "I vostri occhi si apriranno" di recente pubblicazione. In questo passo il saggio Viktor si sofferma sui problemi della salute e della guarigione. Valerio, il protagonista, è un medico, per cui gli è difficile accettare le idee "eretiche" esposte dal vecchio maestro. 


«Fammi pensare... Molta gente pensa che quando si diventa vecchi la salute si deteriora, insieme con tutte le facoltà fisiche e intellettive, non è così?», chiese.
«Mi sembra ovvio», risposi con una certa sicurezza.
«Ecco: quella è una convinzione fortemente limitante, che non ha alcun valido fondamento», disse con nettezza.
«Gli anziani che coltivano questa convinzione corrisponderanno esattamente alle loro attese. Quelli che invece contestano questa sciagurata opinione corrente, avranno una vecchiaia piena di vigore e di salute».
«Non ti sembra che questo sia un po’ troppo ottimistico?», dissi, sfidandolo.
Rise di cuore.
«No, è davvero così. Guardami, sono la prova vivente di quello che dico. Non mi ammalo mai e faccio tante di quelle attività che da giovane nemmeno mi sognavo».
Effettivamente sembrava sprizzare gioia di vivere da tutti i pori. Non riuscivo a capire da dove prendesse tutta quell’energia.

«Da noi, in Occidente, la gioventù è guardata come l'età più bella, quella in cui l’uomo raggiunge il massimo splendore, mentre la vecchiaia è vista come un’epoca di decadenza fisica e mentale.
Un anziano che accetta questo modo di pensare, inibirà le forti pulsioni di creatività, che letteralmente esplodono alla sua età, esattamente come avviene negli adolescenti. Porrà così le basi per una sua sicura e precoce decadenza fisica, proprio secondo le sue attese.
In più, per via di altre convinzioni condivise, l'anziano spesso rifiuterà le terapie naturali, imbottendosi di farmaci, che lo stordiranno e bloccheranno ulteriormente la sua creatività».

«Parlavi di una creatività negli anziani simile a quella degli adolescenti. A cosa ti riferivi?», interloquii.

«L'anziano va incontro a un ampliamento della coscienza, i suoi orizzonti si allargano, la sua comprensione diventa più completa.
In virtù dei condizionamenti sociali, però, l’anziano cercherà di nascondere questa sua nuova “sapienza” e ne reprimerà le espressioni, che verrebbero viste dagli altri come segni di senilità e di rimbambimento.
Le convinzioni diffuse sulla vecchiaia sono fortemente limitanti: l’anziano, per la nostra società dovrebbe essere compassato, serio, possibilmente di mentalità rigida.
L’esplosione della consapevolezza da parte dell’anziano è dovuta al fatto che egli si sta preparando a una nuova nascita.
Le convinzioni limitanti sono anche la causa del peggioramento della salute cui molte persone anziane vanno incontro. Se accettassero la loro vecchiaia semplicemente come un’altra stagione della vita, potrebbero rimanere in ottime condizioni fisiche e di salute e gioire degli anni che ancora rimangono loro della vita terrena».

«Sai, Viktor? Ascoltandoti mi rendo conto delle tante storture che la nostra società si porta dietro, senza che ce ne rendiamo nemmeno conto», commentai.

«E’ vero. La società di oggi, per certi versi, non fa altro che costruire prigioni mentali, ma non è stato sempre così. I vecchi nelle antiche civiltà, proprio per questa loro aumentata capacità percettiva, erano considerati i detentori di una saggezza superiore. D'altro canto anche negli Stati moderni ci sono delle soglie di età minime, da superare per essere eletti a certe cariche, penso al Senato di vari parlamenti nazionali...».

«In Italia uno non può fare il presidente della Repubblica se non ha superato i 50 anni, è scritto in Costituzione e nessuno ha mai messo in discussione questo principio», dissi, per confermare la sua affermazione.
«Vedi?», commentò Viktor, sorridendo. Poi riprese: «In vecchiaia, quando si avvicina la morte, il Sé cerca di svincolarsi dalla focalizzazione nel mondo fisico. Mentre negli anni della giovinezza, l’identificazione con la realtà materiale è assoluta e necessaria, per vivere completamente le esperienze terrene, in vecchiaia, dopo che tutte le faccende sono state sistemate, tutte le esperienze sono state fatte, la mente cosciente sente l'esigenza di riconnettersi al Sé Superiore, immateriale, per dare finalmente libero sfogo alla sua creatività.
L’anziano che non accetta il pensiero predominante e si libera da tutti i condizionamenti, potrà vivere una seconda adolescenza, dove le enormi doti di saggezza del Sé Superiore si esprimono liberamente.
Anche le modifiche ormonali spingono l'anziano ad ampliare la sua esperienza.
La vecchiaia – al pari dell'infanzia – è un'età molto creativa. La mente ha giocato con la realtà per un periodo molto lungo, a volte troppo lungo, per cui ora cerca di svincolarsi dal mondo illusorio».

«Vuoi dire che l’anziano comincia a non essere più tanto presente a se stesso? In Italia si dice che uno “non ci sta più con la testa”...». Non ero sicuro di aver capito bene.

«L’anziano è più libero dal mondo materiale e da tutte le sue limitazioni. Per tutti gli altri, quelli che sono ancora completamente immersi nell’esperienza fisica, certi suoi comportamenti e certi suoi modi di pensare sono decisamente stravaganti», spiegò.

«Si dice anche che da vecchi si ritorna bambini», interloquii.

«Bambini e vecchi sono entrambi vicini alla stagione in cui il Sé non è strettamente limitato dalla materia. I bambini ancora non hanno dimenticato la loro dimensione più ampia, mentre i vecchi si preparano a riacquistarla, dopo la morte del corpo fisico».

Guardai l’orologio, erano già le quattro, il sole fuori era ancora alto, sarei stato ad ascoltarlo ancora per un po’, poi avrei dovuto raggiungere l’albergo a Ouranopolis per cenare e trascorrervi la notte.

«E’ tardi?», chiese educatamente.
«No, no... ti prego, continua».

«Le persone che pensano di essere cagionevoli di salute e sostanzialmente “malaticce”, effettivamente si ammaleranno a ogni ondata influenzale, a ogni spiffero d’aria. Oppure svilupperanno malattie croniche che avvaloreranno la loro convinzione, fino ai casi nei quali vengono provocate nel corpo le temibili malattie autoimmuni, “impossibili” da sconfiggere».

Quello era il mio campo, la medicina: «Ma se t’imbatti in un ambiente carico di batteri o virus, la carica microbica comunque avrà la meglio su di te e ti farà ammalare, non ci son santi!», lo interruppi. Da medico non potevo transigere su affermazioni così strampalate. Pensai che qui avesse “toppato”, che avesse torto marcio. «Le malattie cronico-degenerative, come il diabete, invece hanno origine negli stili di vita, nell’esposizione ai fattori di rischio e nell’ereditarietà. Certuni sono predisposti ad ammalarsi e hanno probabilità maggiori di altri, per via del loro corredo cromosomico», asserii con sicurezza.

«Fattori di rischio?», chiese Viktor.

«Certo! Chi fuma aumenta il rischio di ammalarsi di tumore ai polmoni! Il fumo è un fattore di rischio per molte patologie», affermai perentorio. Era il mio campo, diamine!

Viktor mi guardava e mi ascoltava con un sorriso indulgente. Quando ebbi finito, riprese a parlare, con pacatezza.
«Mio nonno fumò per tutta la vita le sigarette peggiori, delle vere e proprie porcherie. E non usava nemmeno il filtro. Eppure ha vissuto fino a 93 anni, morendo di vecchiaia, buonanima. Come lo spieghi?», chiese con dolcezza.

Per un momento non seppi come rispondere, poi gli ricordai che il fattore di rischio è un concetto statistico e nei grandi numeri la diffusione di una certa malattia dipende dal peso dei fattori di rischio. A livello individuale significava che il nonno di Viktor, nonostante un rischio altissimo, era rientrato nella piccola percentuale di quelli che non sviluppavano la malattia, che riuscivano cioè a mantenersi sani, probabilmente a causa del fattore genetico favorevole.

«Il discorso potrebbe essere molto lungo», obiettò Viktor. «Se i fumatori vengono convinti che, a causa del loro “vizio”, la probabilità che possa “venirgli” il tumore ai polmoni aumenta, molti di loro concretizzeranno questa convinzione in realtà. Ecco come funzionano i fattori di rischio».

Le sue parole mettevano in crisi una delle convinzioni più forti che avevo. Ero molto turbato e combattuto.
«In realtà, coloro che svilupperanno il tumore, lo faranno per dei buoni motivi, che riguardano la loro vita interiore e i conflitti irrisolti che si agitano nella loro anima», spiegò pazientemente.

La sua teoria era sicuramente molto suggestiva e affascinante, ma non riuscivo ad accettare un’idea così contraria alla mia formazione scientifica. Credevo fermamente nelle verità che avevo appreso dai libri, dai miei insegnanti ed anche dalla mia personale esperienza. Viktor avrebbe detto che la mia convinzione aveva prodotto un tipo di realtà che aveva confermato le mie attese. Stavo cominciando a entrare in sintonia con il suo modo di pensare.

«Te ne dico un’altra e poi smettiamo», annunciò il maestro, dandomi ad intendere che era stanco di parlare. «Se pensi che la gente ti disprezzi o sei convinto di essere una persona che non vale niente, incontrerai nella tua vita di ogni giorno persone superbe che non si faranno scrupolo di disprezzarti, di nascosto o addirittura in tua presenza».

Questa convinzione mi toccava più da vicino. Ero abituato a considerarmi un medico senza qualità particolari, uno dei tanti. Anche se studiavo e mi documentavo continuamente, dentro di me avevo l’impressione che tutti i miei colleghi ne sapessero più di me e che forse avrei fatto meglio a scegliermi un’altra professione.

«Ciascuno di noi ha talenti meravigliosi, ma se siamo convinti di essere dei “buoni a nulla”... beh, stiamo tagliando le nostre stesse ali, stiamo bloccando il naturale flusso della nostra creatività», concluse.

«Come si fa a scoprire quali sono le nostre convinzioni?», chiesi.

«Dobbiamo imparare a farci gli esami di coscienza, senza trascurare nessun pensiero, nessuna sensazione. Ciò che pensiamo, le emozioni che proviamo, forniscono delle indicazioni molto importanti sulla natura delle nostre convinzioni fondamentali.
Se pensi che gli altri non ti prendano nemmeno in considerazione e provi disagio a questa idea, stai già scoprendo la tua prima convinzione limitante».

“Emozioni ci fanno scoprire convinzioni limitanti”, scarabocchiai sul taccuino.

«Ma attenzione ci sono diversi livelli di convinzione: dovrai diventare bravo a scavare fino a disseppellire le convinzioni più profonde, quelle di base. Se riesci a raggiungerle, le disinnescherai facilmente e tutte le convinzioni che da esse dipendevano cadranno da sole».

«Mi puoi fare un esempio?». Mi stavo perdendo, per imparare avevo bisogno di farmi in mente un quadro chiaro di quanto stava dicendo, in modo che mi rimanesse un'immagine viva; solo così l’avrei ricordata.

«Certo! Se sei ossessionato dalla sicurezza, probabilmente la tua convinzione più superficiale è che in giro c'è un numero spropositato di ladri, magari accresciuto a causa della crisi economica».

Mi guardava sorridendo; si divertiva a osservarmi mentre lo ascoltavo, rapito dalle sue parole.

«Non è vero che ci sono più reati di prima, è un’impressione non suffragata dai dati delle statistiche sociali. Ma se ti chiedi perché credi una cosa simile, scoprirai che la tua convinzione sottostante è che la maggior parte delle persone è malvagia ed egoista. Ancora più alla base troverai la paura degli altri, che ti è stata trasmessa – per il tuo bene - dai tuoi genitori in giorni lontani, che nemmeno ricordi più».

«Non ci avevo pensato...», sussurrai fra me e me.

«La paura è alla base di gran parte dei nostri problemi», continuò. «Per esempio, i comportamenti ossessivi e compulsivi sono dettati dalla paura. Gli ossessivi sono convinti di poterla scongiurare solo attivando i loro rituali. Le persone che si lavano in continuazione mettono in atto un rituale che – nella loro mente - li mette al sicuro dal pericolo delle infezioni».

«Fino ad ora avevo creduto che le malattie psichiatriche fossero dovute a un disequilibrio chimico a livello delle cellule nervose».
Viktor sorrise e commentò: «Un disequilibrio chimico dovuto a certe convinzioni... Le due cose non sono in contraddizione».

«Ricevuto», dissi, laconicamente.

«Questo sulle convinzioni è un lavoro importantissimo», riprese. «Come t'ho già ripetuto più volte, dalle tue convinzioni profonde viene fuori la trama della tua realtà. Sai qual è la cosa più difficile?», chiese.

Feci cenno di no con la testa, impercettibilmente.

«Riconoscere le nostre convinzioni. La difficoltà sta nel fatto che non ci rendiamo conto delle convinzioni di base, poiché le diamo per scontate, come se fossero la vera realtà. Non le mettiamo mai in discussione, perché per noi corrispondono alla realtà dei fatti.
La logica andrebbe letteralmente rovesciata: è la realtà dei fatti a essere in linea con quelle convinzioni, poiché ne è la conseguenza. Abbi il coraggio di mettere in discussione i principi base su cui hai fondato la tua vita, Valerio; ne avrai sorprese incredibili».

«Lo farò, Viktor», promisi. «Grazie».

mercoledì 25 febbraio 2015

“Diecimila sussurri” di Lynda Madden Dahl

Diecimila Sussurri di Lynda Madden Dahl
E' uscito in Italia "Diecimila sussurri", con sottotitolo “Il materiale di Seth e la creazione cosciente della propria realtà”, un libro di Lynda Madden Dahl, sia in edizione cartacea che in ebook. Si tratta dell’ottima traduzione di un testo pubblicato negli Stati Uniti d'America dall'autrice a metà degli anni novanta.

“Diecimila sussurri” è uno dei libri più potenti che mi sia capitato di leggere negli ultimi anni.

L'autrice si rifà al corpus filosofico che venne trasmesso attraverso il channeling (comunicazione medianica) da un'entità disincarnata di nome Seth alla medium Jane Roberts, a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso, come ho riportato diverse volte in questo blog. 

La stessa Dahl cominciò a ricevere indicazioni medianiche da un “collettivo” di entità disincarnate, desiderose di guidarla nella vita di tutti i giorni.

Nel libro vengono raccontate le incredibili esperienze che l'autrice e il marito ebbero nel corso della loro vita coniugale, a riprova della veridicità di quanto ci è stato tramandato da Seth.

In questo volume, il pensiero di Seth è interpretato in chiave pratica, allo scopo di elaborare comportamenti e metodi per attirare nell’esperienza personale dei lettori le cose che desiderano. 

Vengono mostrati esempi di cambiamento del passato e la tecnica per incidere sulle probabilità che un certo evento futuro possa effettivamente essere manifestato nella realtà fisica.

Non è il solito libro sulla legge d'attrazione; si tratta piuttosto di un resoconto sincero e a tratti incredibile di ciò che tutti noi possiamo fare nelle nostre vite, corredato da consigli e tecniche per riuscire in un impresa davvero alla portata di chiunque.

La lettura lascia un prezioso senso di forza e di potere. Un’opera da leggere e di cui far tesoro.


sabato 20 dicembre 2014

La solitudine dei Social Network

Isolati, ma sempre connessi

Oggi quasi tutti parlano fra loro, comunicano incessantemente, scambiandosi frasi, foto, filmati in tempo reale, grazie alle nuove tecnologie. Smart phone e tablet, sempre connessi a internet, ci consentono di essere sempre disponibili, o meglio, online.

La connessione è certamente un'opportunità, ma attualmente sta diventando - o forse dovrei dire, è diventata - una sorta di realtà parallela, sostitutiva di quella fisica.

Ognuno di noi, seduto davanti al nostro schermo, comunica con le altre persone, ma senza avere mai alcun contatto. Una sorta di solitudine mitigata.
Ovviamente non tutti siamo assoggettati alla solitudine dei social network e non sempre il mezzo diventa un fine; ma spesso questo accade.

Alla base di questo andazzo c'è un'idea di società divisa, in cui gli individui sono sempre più soli e più deboli, soggetti ottimali per la Società dei Consumi.
Un altro mezzo di controllo di massa, meno recente ma recentemente potenziatosi, è la televisione, attraverso la quale i pochi indottrinano i molti.
Come pensarla, che atteggiamento avere, cosa aspettarsi, vengono sottilmente proposti attraverso gli schermi televisivi dall'oligarchia dominante, in un modo scientificamente studiato per farceli accettare acriticamente.

La tv vomita continuamente sui suoi innocenti telespettatori notizie preoccupanti, tese a dimostrare che tutto va sempre peggio, che siamo sempre in pericolo. Le persone impaurite si chiudono in se stesse, si isolano e, per sfuggire all'ansia, consumano. Diventano semplicemente funzionali al Sistema.

Il dominio dell'oligarchia al potere è tuttavia labile e può essere contrastato da ciascuno di noi con una semplice presa di coscienza.
Usiamo gli smart phone, ma solo per lo stretto necessario. Guardiamo la tv, ma solo per pochi minuti al giorno. Poi spegniamo la tv, chiudiamo la connessione e usciamo nel mondo reale, ad incontrare le persone reali.

Due film visionari di molti anni fa avevano già previsto tutto:

In Hello Denise! le persone sono sole, oberate di lavoro e terrorizzate dai contatti umani, ma parlano e comunicano continuamente.

In Idiocracy è invece rappresentata un'umanità istupidita dai mass media e omologata al Pensiero Unico, edonista-materialista.

martedì 25 novembre 2014

Sessuofobia vs Sessuomania, Medioevo vs Rinascimento, nel mondo di oggi

Vecchio Ordine: Sessuofobia, Nuovo Ordine: Sesssuomania?

Nel meraviglioso mondo di oggi convive tutto e il contrario di tutto. Ci sono persone che vivono la vita seguendo le loro passioni, senza porsi troppi problemi. Sempre di più i comportamenti che in passato venivano condannati e repressi, oggi sono permessi o tollerati.

Mi riferisco al sesso,in particolare. I rapporti prematrimoniali e il sesso non a fini procreativi sono stati da sempre combattuti dalla Chiesa Cattolica, che è stata un pilastro del Potere, almeno a partire dal 391 d.C., anno in cui l'imperatore romano Teodosio I impose il Cristianesimo come religione di Stato. Nella società italiana, per ragioni storiche complesse, la Chiesa si è sempre identificata con la classe dominante. 

A proposito di sessuofobia, basti ricordare che, nonostante le aperture dell'attuale pontefice, non è stata ancora messa in discussione la proibizione assoluta dei metodi contraccettivi “artificiali”, per non parlare della cosiddetta pillola del giorno dopo.
Nella dottrina della Chiesa il sesso è l'elemento che fa impazzire la pecorella e la allontana dal gregge, costituendo così un pericolo per il business del pastore.

In un mondo dove il sesso fra individui adulti consenzienti fosse regolamentato in maniera così claustrofobica, l'individuo dovrebbe vergognarsi costantemente delle proprie pulsioni naturali, rendendo la società una congrega di penitenti, di persone sofferenti, subalterne: per stare bene dovrebbero chiedere costantemente all'autorità (Chiesa) di essere perdonati.

Nell'Occidente questo è il passato, per nostra fortuna.

La sessuofobia rimane appannaggio di poche persone, indottrinate e spaventate dalla complessità del mondo. Stare in quel recinto le fa sentire al sicuro; per questo non intendo biasimarle, ma forse un po' di coraggio in più gioverebbe loro.

Si tratta di persone complessate, che non vivono bene, poiché hanno accettato di tagliar via dalla loro esistenza una delle più belle esperienze che abbiamo a disposizione, quella del sesso come mezzo per esprimere l'amore verso se stessi e verso gli altri.

Non c'è stata mai un'epoca in cui il sesso sia stato “liberalizzato” come ai giorni nostri.

La verità è che non c'è mai stata un'epoca in cui sia venuto meno, come sta avvenendo adesso, il controllo che la Collettività - con i suoi organi di Potere – ha sempre esercitato sull'individuo.
Oggi siamo tutti più liberi, abbiamo tutti la possibilità di scegliere; abbiamo tutti gli strumenti per informarci. Siamo sempre di fronte alla nostra responsabilità personale.

Ma se – come avviene in tutto il mondo – Medioevo e Rinascimento convivono (ve l'ho già detto che il tempo non esiste e che c'è solo un eterno presente?), anche qui da noi ci sono gli apocalittici che hanno il terrore che i Gay prendano il sopravvento sulla povera Famiglia Tradizionale, quelli che pensano che la Donna possa prendere il sopravvento sul Maschio e quelli che pensano che gli Illuminati o i Massoni o gli Americani o chi per loro, stiano cercando di “pansessualizzare” l'umanità attraverso messaggi subliminali, in modo da creare un mondo di maniaci sessuali soli e sterili. Costoro temono che la nostra “razza”, considerata superiore, ceda il passo alle altre etnie molto più prolifiche e sessualmente meno disinibite. Il razzismo si accompagna con il fanatismo, dunque.

Come se il mondo avesse bisogno di un'ulteriore spinta demografica.

I nuovi apostoli del Medioevo del XXI secolo, dunque, temono una sessuomania “depravata” come strumento per facilitare l'avvento del Nuovo Ordine Mondiale: non sia mai che venga soppiantato il Vecchio Ordine, tanto caro, nella sua ossessione repressiva, alle persone che detengono il Potere.